Mystic River

In un quartiere povero di Boston Dave sta giocando con gli amici Jimmy e Sean quando due pedofili, che si fanno passare per poliziotti, lo convincono a salire sulla loro macchina; il ragazzo riuscirà a scappare dopo quattro giorni di prigionia e abusi. Venticinque anni dopo, i tre protagonisti sono adulti e hanno intrapreso strade separate: Sean (Kevin Bacon) è un detective della Polizia di Stato del Massachusetts, la cui moglie incinta lo ha lasciato sei mesi prima; Jimmy (il premio Oscar Sean Penn) è un ex-malvivente che non ha perso i contatti con la malavita, ha tre figlie da due mogli e gestisce un piccolo negozio; Dave (il premio Oscar Tim Robbins) è un falegname semi-disoccupato, sposato con una cugina della seconda moglie di Jimmy, fragile e instabile, segnato a vita dalla drammatica esperienza a cui ha preso parte. Quando la prima figlia di Jimmy viene trovata morta in un parco i percorsi dei tre uomini tornano a incrociarsi dopo anni di contatti sporadici, fino al tragico finale…

 

Il film

Tratto dal romanzo omonimo di Dennis Lehane, il film è stato rilasciato nel 2003 per la regia di Clint Eastwood (che firma anche la colonna sonora). Fin dalla sua prima uscita nelle sale cinematografiche la pellicola è stata ampiamente lodata dalla critica sia per la sua atmosfera ipnotica e angosciante, sia per l’impeccabile prova registica di Eastwood, che ancora una volta si conferma dotato di notevole talento anche dietro la macchina da presa. Mystic River ha ricevuto numerosi premi e nomination prestigiosi (Sean Penn e Tim Robbins hanno rispettivamente vinto sia l’Oscar sia il Golden Globe per il Miglior Attore e il Miglior Attore non protagonista), ma Eastwood dovrà aspettare un altro anno per bissare, con Million Dollar Baby, il successo ottenuto nel 1993 con Gli Spietati, vincendo i Premi Oscar per il Miglior Film e la Miglior Regia.

La pellicola scava negli abissi dell’anima umana e porta alla luce alcuni degli aspetti più tetri e angosciosi che vi albergano; i protagonisti si muovono in un mondo di violenza (sessuale e non), di incomprensioni e di vendette private, da cui nessuno, nemmeno i ragazzini, può essere esente, e le cui cicatrici nessuno sarà in grado di curare. I pochi personaggi “puri”, come il piccolo Dave e Katie, la figlia di Jimmy, si ritrovano privati della loro innocenza e incorrono in una fine tragica frutto di sbagli altrui, mentre lo stesso Jimmy trova nelle parole della moglie una giustificazione per le proprie azioni violente, “giustificabili” perché perpetrate in nome dell’amore per la propria famiglia. Sean, forse il personaggio meno approfondito, diviso nel corso delle indagini tra l’affetto per l’amico d’infanzia Dave e le prove contro di lui, solo alla fine della pellicola sarà in grado di portare equilibrio nella propria caotica esistenza e riuscirà a riconciliarsi con la moglie e la figlia neonata.

Nella scena finale, che vede un’atmosfera di festa che contrasta grottescamente con il resto della pellicola e la scena di apertura, i due protagonisti Sean e Jimmy, ognuno con la propria famiglia, sono ormai divisi da un baratro impossibile da attraversare e non c’è speranza di riconciliazione: come infatti suggerisce il gesto di Sean nei confronti dell’altro, il detective terrà il malvivente nel mirino nell’attesa che questo compia un passo falso e possa così essere affidato alla giustizia.

 

La citazione

Jimmy: “L’ultima volta che ho visto Dave Boyle è stato venticinque anni fa lungo questa strada, sul retro di quell’auto.”                                                                                                               […]                                                                                                                                                     Sean: “Sai, a volte penso…che ci siamo saliti tutti e tre su quell’auto, e che questo è…soltanto un sogno…in realtà, noi siamo ancora degli undicenni, chiusi in uno scantinato, che immaginano una vita diversa, fuori da quella prigione.”

 

J.H.

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