Douglas Noel Adams – So Long, and Thanks for All the Fish

 

Don’t Panic

Quanti oggi, vedendo la home page di Google, si sono ritrovati con un sorriso stampato sulla faccia per il simpatico omaggio a Douglas Adams? Come ci ricorda il doodle odierno, l’11 marzo di 61 anni fa la città di Cambridge, Inghilterra, diede i natali ad uno dei più fini, spiritosi, scatenati e innegabilmente geniali autori di fantascienza della letteratura inglese, a nostro (più che modesto) parere mai abbastanza conosciuto e ricordato.

Un particolare aneddoto che Douglas Noel Adams, con discreto orgoglio, amava raccontare è che, quando nel 1953 i biologi dell’Università di Cambridge Watson e Crick scoprirono e fornirono il modello della struttura della molecola del DNA, nella stessa Cambridge era presente un DNA già da diversi mesi.

 

La vita (, l’universo e tutto quanto)

Nato a Cambridge, Adams comincia a viaggiare già in tenera età, trasferendosi con la famiglia prima a Londra e poi a Brentwood, nell’Essex, dove rimarrà fino ai 18 anni. Lì frequenta la Brentwood School, dove viene notato sia per la sua notevole altezza (1 metro e 96) sia per l’abilità nel produrre testi letterari di qualità (rimane tuttora l’unico studente di sempre ad aver ricevuto un 10/10 dal professor Halford); il giornale della scuola pubblica i suoi primi scritti, nei quali mostra già una notevole vis comica. Grazie ad un saggio sulla poetica religiosa, in cui vengono inseriti anche i Beatles e William Blake, Adams viene accettato dal prestigioso St John’s College di Cambridge, da cui uscirà nel 1974 con una laurea in Letteratura Inglese.

Subito si trasferisce a Londra con l’intenzione di lavorare come scrittore per TV e radio; nella capitale conosce Graham Chapman, membro dei Monty Python, con i quali collabora scrivendo alcuni sketches ed apparendo in due episodi del Monty Python’s Flying Circus. Dopo alcuni impieghi saltuari (tra i quali uno come guardia del corpo per una famiglia di miliardari del Qatar) nel 1977 comincia a lavorare per la BBC radio, a cui aveva presentato il progetto della serie radiofonica della Guida Galattica per gli Autostoppisti; l’idea della Guida, pubblicata in seguito in una ben più nota serie di libri di straordinario successo, si formò spontaneamente nella mente di Adams quando, durante una vacanza zaino in spalla in Europa, si ritrovò brillo in un campo fuori Innsbruck ad osservare il cielo stellato.

Un’altra grande passione per Adams fu la musica; grande estimatore di gruppi come Dire Straits, Pink Floyd e Procol Harum, ed egli stesso chitarrista, venne invitato dall’amico David Gilmour ad esibirsi in un concerto dei Pink Floyd del 1994, suonando con loro Brain Damage e Eclipse. Adams fu anche un appassionato di informatica e uno dei primi sostenitori della Macintosh; ateo convinto e militante, ma nondimeno studioso della religione e dei suoi effetti sulle relazioni sociali; non ultimo, acceso sostenitore dell’ambientalismo e difensore dei diritti delle specie animali.

Douglas Adams muore improvvisamente a causa di un infarto del miocardio l’11 maggio 2001 a Santa Barbara, California, dove risiedeva con la moglie Jane e la figlia Polly; le sue ceneri riposano nel cimitero di Highgate a Londra. In occasione del suo funerale, l’amico biologo e scrittore Richard Dawkins disse: “La scienza ha perso un amico, la letteratura ha perso una stella, il gorilla di montagna ed il rinoceronte nero hanno perso un coraggioso difensore, la Apple Computer ha perso il suo più eloquente sostenitore. Io ho perso un insostituibile compagno di conversazioni intellettuali ed uno degli uomini più gentili e divertenti che abbia mai incontrato.

 

I lavori

Tutte le opere di Adams straripano di un umorismo sottile, surreale e tipicamente british. Il ciclo per cui l’autore è più conosciuto (ed a cui prossimamente dedicheremo un articolo) è la “trilogia in cinque parti” della Guida Galattica per gli Autostoppisti. Nata come serie radiofonica, la Guida racconta le peripezie dell’inglese Arthur Dent, improbabile e costantemente fuori posto viaggiatore delle galassie, scampato per miracolo alla distruzione della Terra (demolita per lasciare il posto ad un’autostrada iperspaziale) grazie al provvidenziale aiuto del suo migliore amico Ford Prefect, in realtà originario di un piccolo pianeta nelle vicinanze della stella Betelgeuse; ad accompagnarli nel loro peregrinare, a bordo dell’astronave Cuore d’Oro (mossa da un motore a propulsione di improbabilità infinita) troviamo l’unica altra terrestre sopravvissuta Trillian, lo scatenato biteste Presidente della Galassia Zaphod Beeblebrox e l’androide depresso Marvin. Inizialmente concepita come una trilogia formata da Guida Galattica per gli Autostoppisti, Ristorante al termine dell’Universo e La vita, l’universo e tutto quanto, in seguito alle richieste degli editori e dei fan Adams aggiunse al ciclo i due volumi Addio, e grazie per tutto il pesce e Praticamente innocuo. Con il consenso degli eredi, l’autore irlandese Eoin Colfer pubblicherà in seguito il suo personale E un’altra cosa…, “sesta parte della trilogia”. La fortuna della Guida viene cementata anche dai numerosi adattamenti per altri media, come un serial televisivo, un’avventura testuale in videogame, un fumetto ed una pellicola cinematografica del 2005.

L’altro ciclo prodotto da Adams riguarda l’investigatore privato olistico Dirk Gently, che basa la sua professione sulla “fondamentale interconnessione di tutte le cose” e le cui avventure sono state recentemente edite da Mondadori in Dirk Gently, agenzia investigativa olistica e La lunga oscura pausa caffè dell’anima. Il libro postumo Il Salmone del Dubbio, che raccoglie una buona dose di brevi scritti di Adams e i primi 10 capitoli del nuovo romanzo su cui stava lavorando prima della sua morte, nelle intenzioni dell’autore avrebbe potuto unire l’universo della Guida e l’universo di Dirk Gently, intrecciando le avventure dei protagonisti.

Tra le altre opere letterarie si segnala The Meaning of Liff, composto in coppia con John Lloyd, una sorta di vocabolario umoristico che assegna a nomi di città del mondo alcuni concetti più o meno comuni, perlopiù surreali, per i quali non esiste ancora una parola specifica.

 

 

La citazione

“I love deadlines, I love the whooshing noise they make as they go by.”                          (“Amo le scadenze, amo il rumore che fanno quando mi sfrecciano accanto.“)

(Douglas Adams sul problema di consegnare in tempo gli scritti)

 

Rigel & Julio Hammurabi, in tandem

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2 risposte a Douglas Noel Adams – So Long, and Thanks for All the Fish

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