Qualità o morte: il set di Boris

Il caotico set della fiction Gli Occhi del Cuore 2 rappresenta per lo stagista Alessandro il trampolino di lancio per entrare nel mondo dello spettacolo e coronare il suo sogno di diventare uno sceneggiatore; fin da subito, però, dovrà fare i conti con una realtà decisamente lontana dalle sue aspettative. Ad affiancarlo sul set troverà un variopinto cast di comprimari, dalla professionale assistente alla regia Arianna al cocainomane direttore della fotografia Duccio, dal burbero capo elettricista Biascica allo stagista “schiavo” Lorenzo, passando per i mediocri attori Stanis e Corinna. A dirigere tutti il regista René Ferretti (un eccezionale Francesco Pannofino), ormai disilluso, che da tempo ha abbandonato il mondo del cinema per ridursi a girare fiction di dubbio gusto e scontrarsi quotidianamente con gli ordini impartitogli da direzione e rete e gli innumerevoli problemi sul set.

 

La serie

Sottotitolato “la fuori serie italiana”, Boris rappresenta (e ironizza su) tutto quello che le altre fiction italiane non sono. Diretta, sincera, a tratti grottesca, la serie ci mostra il vero volto della televisione nostrana, con tutto il marciume nascosto e le sue ipocrisie. In Gli Occhi del Cuore 2 non c’è spazio per velleità artistiche, perché tutto è subordinato al volere della rete e al bisogno di mantenere alti gli ascolti. Per quanto scarsa sia la professionalità di chi si trova sul set, nessuno può esserne scacciato perché tutti sono più o meno raccomandati o protetti da una figura politica. Per aumentare l’audience vengono inseriti, totalmente fuori contesto, personaggi procaci o presunti comici (come Martellone, emblema della comicità volgare e ripetitiva che nonostante tutto piace alla gente) con il pretesto di creare fantomatiche linee comiche parallele per stemperare la tensione. Gli assurdi copioni che René è costretto a girare sono scritti da tre sceneggiatori svogliati che lavorano il minimo sindacale e che, per risparmiare tempo, hanno associato ai tasti funzione del PC le espressioni che gli attori devono interpretare (la più frequente è “basito”, F4).

Non stupisce molto che inizialmente Boris sia stato trasmesso solo sul canale Fox Italia di Sky; una sua prima messa in onda, per quanto improbabile, su un’emittente nazionale sarebbe sicuramente andata incontro a tagli e censure imposti dall’alto. In seguito la serie è stata trasmessa anche in chiaro sui canali Cielo e Rai 3.
Dopo tre stagioni la serie ha trovato la sua naturale conclusione in Boris – il film, in cui il cast sbarca nel mondo del cinema con la speranza di realizzare finalmente un prodotto di qualità, non trovandosi purtroppo in una situazione così diversa da quella delle fiction. La colonna sonora del lungometraggio è affidata a Elio e le Storie Tese, che già avevano composto la sigla della serie TV.

 

La citazione

René: «Occhi del Cuore 3… perché a noi la qualità c’ha rotta er cazzo! Perché un’altra televisione diversa, è impossibile! Viva la merda!»

 

J.H.

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