Tom Waits

Californiano, classe 1949, cantante, compositore, polistrumentista e occasionalmente attore: Tom Waits è tutto (ma non solo) questo. La passione per la musica nasce in lui in uno dei frequenti viaggi in Messico con il padre, insegnante di spagnolo, grazie all’ascolto di una ballata messicana; il primo incontro con uno strumento è con il pianoforte del vicino, che Waits impara a suonare da autodidatta. Dopo aver militato in un gruppo soul durante il liceo, nei primi anni ’70 si trasferisce a Los Angeles, dove nel ’72 firma un contratto con la Asylum Records (con cui rilascerà i primi cinque album). Nel 1980 sposa Kathleen Brennan, conosciuta sul set di un film di Francis Ford Coppola per cui Waits scrive la colonna sonora. Il matrimonio segna anche l’inizio di una lunga collaborazione artistica, in virtù della quale i due condivideranno il credito di numerosi brani nel corso degli anni, e Waits più volte afferma come la relazione con Kathleen lo abbia spinto a cercare nuove dimensioni musicali e nuove forme espressive.

Tra i suoi ruoli attoriali più famosi, vale la pena menzionare la parte del folle Renfield in Dracula di Bram Stoker (Coppola, 1992) e le collaborazioni con Jarmusch (il carcerato Zack che divide la cella con Roberto Benigni e John Lurie in Daunbailò, o nei panni di se stesso e accompagnato da Iggy Pop in Coffee and Cigarettes).
Da sempre contrario all’utilizzo di suoi brani in spot pubblicitari, ha più volte portato in tribunale (vincendo la causa) compagnie come Levi’s o Audi per l’uso non autorizzato di alcuni pezzi, anche se in forma di cover.
Nel 2011 è stato introdotto nella Rock and Roll Hall of Fame con una cerimonia presieduta da Neil Young.

Attualmente vive in California con la moglie e i tre figli e, arrivato al 17esimo album solista, non accenna a ritirarsi.

 

La musica

Nel corso della sua carriera artistica Tom Waits abbraccia una moltitudine di generi. Dalle ballate folk/jazz degli album d’esordio alle atmosfere più sperimentali e avantgarde introdotte negli anni ’80, Waits ci presenta un’immagine di sè come artista assolutamente poliedrica e distintiva. Le sue canzoni incorporano sonorità blues, jazz e elementi della cultura beat e vedono l’utilizzo di strumenti tradizionalmente “snobbati” dal genere rock, come marimbe, cornamuse e tromboni.

L’artista cita tra le sue principali influenze i lavori di Bob Dylan, Kerouac e Bukowski, come provano i suoi testi quando parlano di alcolismo, amori finiti male, luoghi malfamati e personaggi perdenti, grotteschi, messi a dura prova dalla vita. La svolta arriva nel 1983 con Swordfishtrombones, nel quale Waits comincia a utilizzare sonorità non convenzionali e tematiche più astratte, distaccandosi in parte dai più tradizionali arrangiamenti piano/contrabbasso dei primi album.

Il fil rouge che lega tutti i generi è la sua voce, immediatamente riconoscibile, roca e sgraziata ma non per questo mancante di poetica, mezzo perfetto per raccontare i suoi personaggi. Per usare le parole del critico David Durchholz, la voce di Tom Waits è “come se fosse stata immersa in un tino di whiskey, poi appesa in un affumicatoio per qualche mese e infine portata fuori e investita con una macchina”.

Dotato di un umorismo caustico, irriverente e da sempre fortemente autoironico, nel suo discorso di ringraziamento per l’introduzione nella Rock and Roll Hall of Fame Waits dice di sè: “They say I have no hits and that I’m difficult to work with…like it’s a bad thing.” (“dicono che io non abbia delle hit e che sia una persona difficile con cui lavorare…come se ciò fosse una brutta cosa”).

Consigli per gli acquisti

  • Closing Time: del 1973, è l’album d’esordio di Tom Waits; in esso troviamo soprattutto sonorità jazz/folk, come in Martha, Ol’ 55 (in seguito reinterpretata dagli Eagles) e I Hope That I Don’t Fall in Love with You.
  • Small Change: del ’76, è il primo successo sia di pubblico che di critica; i temi sono più cinici e pessimistici, influenzati da un periodo di profondo alcolismo e dalla stanchezza causata dal continuo spostarsi da un luogo all’altro in tour. Contiene Tom Traubert’s Blues, Step Right Up, The Piano Has Been Drinking e Bad Liver and a Broken Heart.
  • Heartattack and Vine: dell’80, è l’ultimo album rilasciato sotto l’etichetta Asylum Records; oltre alla title track, da segnalare Mr.Siegal e Jersey Girl (in seguito reinterpretata da Bruce Springsteen).
  • La trilogia Swordfishtrombones, Rain Dogs e Franks Wild Years: da molti considerati l’apice della carriera artistica di Tom Waits, sono gli album più eclettici e sperimentali del suo repertorio.
  • Mule Variations: del ’99, contiene Big in Japan, Hold On e Chocolate Jesus.
  • Bad as Me: del 2011, l’ultima (per ora) fatica artistica di Tom Waits; grande successo di critica e pubblico, contiene Kiss Me, Back in the Crowd e Get Lost.

Julio Hammurabi

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