Chimica reazione…

Probabilmente non ci pensiamo mai, ma in ogni attimo della nostra vita c’è una forza che ci tiene vivi, che ci permette di respirare, pensare e provare emozioni: la chimica.
Per i più questo potrebbe sembrare un argomento noioso, una “depoetizzazione” della vita, dei sentimenti e delle emozioni; per alcuni versi non posso che darvi ragione, ma proviamo per un momento ad analizzare il tutto con mente aperta.

La bellezza con cui il nostro cuore batte, aumentando o diminuendo il suo ritmo, costantemente dalla nostra nascita fino al giorno della morte. La spettacolarità del nostro sistema nervoso, che nel momento in cui noi pensiamo ad un movimento, ad un’azione, mette in allerta tutti i muscoli che si servono per muoverci e per stabilizzarci, frutto di millenni di evoluzione. Le reazioni chimiche del nostro corpo ci permettono di provare stati d’animo diversi, a seconda degli stimoli che riceviamo dall’ambiente esterno: paura, piacere, felicità, tristezza, eppure, a differenza degli animali, noi siamo in grado di rielaborare a posteriori queste cose, di interrogarci sul perché avvengono e sul come avvengono, e questo è veramente straordinario secondo me, perché questi pensieri che possono o meno arrovellarci il cervello, non sono nient’altro che…reazioni chimiche, ancora una volta.

Ma qual è, a detta di tutti, la più potente reazione chimica esistente? Quella in grado di curare praticamente ogni male? Quella che ogni uomo in fondo ricerca?
Niente di più semplice: l’Amore.
Nonostante tutti gli studi effettuati, ancora non è chiaro al 100% come avvenga la reazione dell’innamoramento, ed è forse giusto che resti così, perché probabilmente nessuno di noi vorrebbe mai poter vedere un giorno in commercio una formula magica per “imbottigliare” l’amore; non sarebbe giusto, non sarebbe bello.

Fabrizio-De-Andre_h_partb

Del resto già il grande Faber (e Edgar Lee Masters prima di lui) ne parlava, nelle vesti di chimico aveva gli strumenti per legare insieme tutti gli elementi del creato, eppure ancora gli sfuggiva il motivo per cui gli uomini cercassero in qualunque modo di “combinarsi”, di trovare l’ingrediente giusto per completarsi, in un gioco che ricorda molto quello delle particelle nelle provette, finché non si riesca a trovare quel pezzo mancante per scatenare la scintilla e dar vita alla più potente reazione.

Eppure, anche se questo gioco non sempre va a buon fine, se si rischia di rimanere col cuore spezzato, la magia è sempre pronta a sbocciare, non servono alambicchi o ingredienti strani, è tutto dentro di noi, reazioni chimiche o no; quello che ci importa alla fine è la felicità, poco importa che sia con un uomo o una donna, dello stesso sesso o di quello opposto.

Ma i messaggi che Fabrizio ci lascia alla fine, a mio avviso sono due: il primo è un messaggio di speranza, chiede ad ognuno di lasciarsi pervadere da questa forza, di lasciarsi trovare dalla nostra metà della mela, di Platonica memoria, perché quale scienziato può dire che anche una metà “sbagliata” non può completarci lo stesso?
Infine cercare di non rimanere come il chimico, da solo, esploso in un triste esperimento, ma di rischiare, a costo di “morire d’amore” perché se proprio deve finir così, forse non c’è modo migliore..del resto anche l’uomo probo, colpito da amore cieco affrontò la morte e morì contento, ucciso per il suo amore.

Solo la morte m’ha portato in collina 
un corpo fra i tanti a dar fosforo all’aria 
per bivacchi di fuochi che dicono fatui 
che non lasciano cenere, non sciolgon la brina. 
Solo la morte m’ha portato in collina. 

Da chimico un giorno avevo il potere 
di sposare gli elementi e di farli reagire, 
ma gli uomini mai mi riuscì di capire 
perché si combinassero attraverso l’amore. 
Affidando ad un gioco la gioia e il dolore. 

Guardate il sorriso guardate il colore 
come giocan sul viso di chi cerca l’amore: 
ma lo stesso sorriso lo stesso colore 
dove sono sul viso di chi ha avuto l’amore. 
Dove sono sul viso di chi ha avuto l’amore. 

È strano andarsene senza soffrire, 
senza un voto di donna da dover ricordare. 
Ma è fosse diverso il vostro morire 
vuoi che uscite all’amore che cedete all’aprile. 
Cosa c’è di diverso nel vostro morire. 

Primavera non bussa lei entra sicura 
come il fumo lei penetra in ogni fessura 
ha le labbra di carne i capelli di grano 
che paura, che voglia che ti prenda per mano. 
Che paura, che voglia che ti porti lontano. 

Ma guardate l’idrogeno tacere nel mare 
guardate l’ossigeno al suo fianco dormire: 
soltanto una legge che io riesco a capire 
ha potuto sposarli senza farli scoppiare. 
Soltanto la legge che io riesco a capire. 

Fui chimico e, no, non mi volli sposare. 
Non sapevo con chi e chi avrei generato: 
Son morto in un esperimento sbagliato 
proprio come gli idioti che muoion d’amore. 
E qualcuno dirà che c’è un modo migliore.
(http://www.youtube.com/watch?v=0I0fwOAABp0)

Rigel

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