Alta Fedeltà

In due parole…

Rob Fleming è proprietario di un negozio di dischi a Londra. Ha 35 anni e una conoscenza quasi enciclopedica del mondo musicale, ma l’attività non va certo a gonfie vele, conduce un’esistenza insoddisfacente da eterno adolescente e la sua vita sentimentale non è certo da meno: Laura lo ha appena scaricato. Al negozio, Rob e i colleghi Dick e Barry trascorrono i momenti morti elencando innumerevoli liste “top-five” di ogni tipo: dischi, singoli, film,…Sulla scia di questo, Rob compone una sua personale classifica delle “cinque più memorabili rotture” e decide di rimettersi in contatto con le sue ex per capire dove abbia sempre sbagliato.

Il libro

Scritto e narrato in prima persona, il romanzo costituisce l’esordio letterario di Nick Hornby. Con una buona dose di umorismo e schiettezza l’autore affronta i grandi temi della vita (l’amore, le amicizie, la paura di prendere impegni) senza mai scadere in situazioni noiose o cliché, ma anzi riesce a intrattenere il lettore dalla prima all’ultima pagina. Rob è un simpatico perdente, e chi legge non può fare a meno di riconoscere in lui (con un sorrisetto) qualche punto in comune, qualche nevrosi, qualche sfiga che gli/le appartiene. La lettura è scorrevole, lo stile diretto e brillante; una volta arrivati alla fine, la sensazione è quasi quella di aver passato un po’ di tempo chiacchierando con un vecchio amico sulle sue disavventure amorose, piuttosto che di aver letto un libro.

Senza troppe pretese, Alta Fedeltà può quasi essere letto come un romanzo di formazione: Rob, a 35 anni suonati, capisce finalmente che è arrivato il momento di crescere e rimettere in carreggiata la propria vita, lasciandosi alle spalle tutte le paure per il futuro e le paturnie adolescenziali.

Il tutto è condito da innumerevoli riferimenti alla cultura pop degli anni ’90 (il libro è stato pubblicato per la prima volta nel 1995) e, ovviamente, citazioni di canzoni e gruppi musicali.

Nel 2000 Alta Fedeltà è stato portato al cinema da Stephen Frears con John Cusack nei panni del protagonista. Nonostante qualche differenza di non poco conto (per es. il film è ambientato a Chicago), Hornby ha applaudito l’interpretazione di Cusack (scelta decisamente azzeccata), affermando che “a volte, sembra quasi un film in cui John Cusack legge il mio libro”.

Un piccolo cult.

J.H.

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