L’uomo che non c’era

In due parole…

Ed Crane (interpretato da un magistrale Billy Bob Thornton) è un tutt’altro che loquace barbiere in un sobborgo americano sul finire degli anni ’40. Deluso e annoiato dalla sua vita modesta e da un matrimonio ormai logoro, Ed mantiene un’apparenza di serenità (o quieta rassegnazione), trovando uno dei suoi pochi conforti nel rapporto strettamente platonico con la giovane pianista Birdy (Scarlett Johansson, all’epoca appena 17enne). Quando un cliente propone a Ed di finanziare un rivoluzionario metodo di lavaggio a secco, il barbiere vede in ciò un modo per riscattarsi; ma la sua tranquilla vita verrà inaspettatamente trascinata in un vortice di truffe, ricatti, omicidi, lezioni di piano e presunti rapimenti da parte di alieni…

 

Il film

I fratelli Joel e Ethan Coen (Fargo, Il Grande Lebowski, Fratello dove sei?) ci regalano un’altra prova artistica densa ma assolutamente godibile (l’undicesima del loro sodalizio). Rilasciata in bianco e nero, la pellicola raccoglie in sé quasi tutti i tratti che caratterizzano la filmografia dei due fratelli: prendete una commedia come base, aggiungete una bella dose di omaggio al genere noir, un personaggio che non dimenticherete facilmente e qualche svolta imprevista, cospargete il tutto di umorismo nero (ed a tratti quasi macabro) e otterrete un film Coen doc.

Oltre all’impeccabile interpretazione di Thornton (ampiamente lodata dalla critica e che ha valso all’attore svariati premi e nomine, tra cui quelle ai prestigiosi Saturn Awards e Golden Globe), non passano inosservate le prove recitative di Frances McDormand (moglie del regista Joel, qui alla sua quinta collaborazione con i due fratelli) nel ruolo della moglie Doris, James Gandolfini (il pluripremiato Tony Soprano ne I Soprano) nel ruolo del di lei capo-amante, e Michael Badalucco nel ruolo del cognato-collega di Ed Crane.

Le sonate per pianoforte di Beethoven, che la pianista Birdy suona come esercizio, svolgono la triplice funzione di donare al film un’atmosfera a tratti raffinata, di offrire al protagonista Ed dei brevi momenti in cui sognare e fuggire dalla sua realtà, e di mostrarci, ancora una volta, il gusto dei Coen nel scegliere la colonna sonora per una pellicola.

Degna di nota anche l’immagine cinematografica: volutamente semplice e diretta per rendere il più fedelmente possibile l’atmosfera dell’epoca e spoglia di effetti, ha valso al direttore della fotografia Roger Deakins la nomina per l’Oscar alla Miglior Fotografia 2002.

L’uomo che non c’era ha fatto vincere a Joel Coen (ex aequo con David Lynch e il suo Mulholland Drive) il Premio al Miglior Regista al festival di Cannes.

Da vedere almeno una volta nella vita.

 

J.H.

 

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